Associazione Nazionale Alpini
Sezione di Monza
Corso Milano, 39 - 20052 Monza (MI)
Tel. e fax. 039 / 36 70 68
monza@ana.it
Ricerca
Argomenti
  Registrati su AnaMonza Home  ·  Argomenti  ·  Downloads  ·  Il tuo profilo  ·  Invia articolo  ·  I Top 10  
Alpini in pianura

· Home
· Invia articolo
· Calendario
· Archivio articoli
· Sondaggi

· Raduno 2° Rgpt ANA 18/19 Ottobre 2014

· Archivio fotografico
· Raccomandaci
· Registrati su AnaMonza


Ancora Nessun Articolo.

Vecchi Articoli
Giovedì, 13 marzo
· Seregno, 50 anni di alpini
Lunedì, 24 febbraio
· Disponibile online il numero 97 di Monza e Brianza Alpina
Lunedì, 10 febbraio
· Nova Milanese, messa per commemorare Don Gnocchi
Martedì, 04 febbraio
· Lissone, monumento ai martiri delle foibe
Lunedì, 03 febbraio
· Vedano al Lambro organizza la presentazione del libro "Operazione Sorriso&q
Martedì, 21 gennaio
· Mostra "La Divisione Vicenza in russia"
Venerdì, 13 dicembre
· Disponibile online il numero 96 di Monza e Brianza Alpina
Lunedì, 04 novembre
· Rassegna Corale "ANA Canta"
Mercoledì, 28 agosto
· Raduno Sezionale 2013
Martedì, 16 luglio
· Villasanta, festa settembrina
Martedì, 02 luglio
· Festa alpina a Cornate d'Adda nel weekend di mezzo luglio
Domenica, 30 giugno
· Disponibile online il numero 95 di Monza e Brianza Alpina
Venerdì, 07 giugno
· Vedano, festa alpina nel weekend di mezzo giugno
Martedì, 26 marzo
· Nova Milanese celebra il 70° anniversario della ritirata di Russia
· Carnate festeggia il 3° anniversario
Martedì, 05 febbraio
· Disponibile online il numero 94 di Monza e Brianza Alpina
Mercoledì, 21 novembre
· La nostra domenica
· Al via l'edizione 2012 di Monza Montagna
Mercoledì, 07 novembre
· "Sotto" il cappello che noi portiamo
Mercoledì, 31 ottobre
· Disponibile online il numero 93 di Monza e Brianza Alpina
· Villasanta, concerto di cori alpini
Lunedì, 29 ottobre
· Carnate, castagne e trippa take away
Giovedì, 18 ottobre
· Bernareggio, Messa commemorativa Don Gnocchi
Venerdì, 14 settembre
·
· Arcore, serata di cori alpini
Giovedì, 13 settembre
·
Lunedì, 03 settembre
· Arcore, mostra dedicata a Mario Rigoni Stern
Lunedì, 06 agosto
· Villasanta, festa alpina settembrina
Martedì, 24 luglio
· Coro "Il Rifugio Città di Seregno"
Mercoledì, 04 luglio
· Cornate d'Adda, festa alpina

Articoli Vecchi


Ultimi interventi del nostro Nucleo di Protezione Civile

 Esercitazione Tirano 11-13/07/2008 Una significativa rappresentanza dell’unità sezionale di PC si è presentata nella tarda mattinata dell’11/7/08 al campo base allestito con molta efficienza presso il termovalorizzatore locale da parte dell’unità di PC della sezione di Tirano e, dopo aver montato la tenda per il pernottamento, ha fornito un cuoco alle cucine e quindi il medico per il servizio sanitario. Prime operazioni, rilascio dei pass per gli automezzi, riunione iniziale con consegna del materiale relativo all’esercitazione impostata su 10 cantieri, relative schede per rendicontare poi sul risultato del lavoro di ciascuna squadra nel proprio ambito, attribuzione dei rispettivi capocantiere, quindi ammaina bandiera, cena e riposo in una notte caratterizzata da pioggia insistente ed ad intervalli molto ravvicinati.
La giornata di lavoro, che come si conviene in un campo base dell’ANA si apre con l’alzabandiera in un cielo non sereno, ma che ci fa sperare di poter affrontare con successo il nostro compito. Partenza alle 07.00 con i mezzi ed i materiali per i rispettivi cantieri e … finalmente inizio lavori, che in pratica quasi tutte le squadre hanno preferito non far interrompere dal pasto, anche e soprattutto per ragioni di sicurezza nell’esercizio delle proprie mansioni. È a tutti noto che dopo un pasto è difficile mantenere la propria efficienza e soprattutto crescono i rischi di incidenti.
Soltanto l’inizio di un temporale consiglia di bloccare i lavori al cantiere “3 – Tigozzi alta” che ci era stato assegnato, quando i nostri lavori erano quasi al termine. Rientrati al campo base per il pranzo sotto la pioggia, abbiamo potuto poi fruire di un pomeriggio soleggiato. Verso sera però il tempo è nuovamente peggiorato e notte non ha avuto tregua. Domenica la sveglia sotto pioggia incessante, che solo per pochi minuti si è diradata, consentendo una rapida alzabandiera. Sotto una pioggia battente ed incessante intorno alle 10 abbiamo deciso di rientrare ed all’altezza di Berbenno siamo stati deviati sulla strada interna a causa dell’esondazione di alcuni rivi e di un torrente. L’acqua che scendeva con impressionante veemenza invadeva ormai i prati e qui ha fatto saltare diversi tombini. Siamo comunque rientrati nella nostra sede a Monza intorno alle 13 per un breve pasto, quindi ognuno ha fatto rientro alla propria abitazione dopo un’esperienza sicuramente molto particolare, soddisfatti come sempre di aver assolto al proprio compito.
Un pensiero però ci accompagna: se chi di dovere provvedesse alla conservazione dell’ambiente e soprattutto dell’alveo dei torrenti e del territorio circostante forse tanti guai non succederebbero.
Alcune immagini relative all’area dell’intervento possono dare un’idea del lavoro svolto.
 
 Esercitazione di protezione civile della nuova provincia MB Nei giorni 20-22/06/2008 gli alpini della PC sezionale sono stati impegnati nell’ambito di un’esercitazione organizzata per verificare i piani di emergenza elaborati da 4 amministrazioni comunali durante la simulazione di altrettanti differenti scenari di emergenza.
La base è stata costituita nell’area del Palarovagnati di Biassono, all’interno della quale venerdì gli alpini hanno predisposto le singole aree da destinare alle tende per l’accampamento, quindi hanno effettuato una dimostrazione di montaggio di un paio di esse ed hanno poi guidato i gruppi comunali di PC presenti nell’allestimento dell’accampamento. A sera le tende erano allineate in buon ordine e tutti i volontari avevano imparato le modalità del loro montaggio. La domenica pomeriggio i gruppi comunali di PC sono perciò stati in grado di smontare correttamente le tende dell’accampamento.
Sabato si sono svolte le simulazioni degli scenari di emergenza e domenica dopo la S. Messa gli automezzi presenti hanno ricevuto la benedizione dal parroco di Biassono, quindi dopo gli intervenuti del responsabile del campo Francesco Osnago, del direttore del progetto Monza & Brianza Valtorta, sono stati consegnati alle varie strutture convenute gli attestati di partecipazione.
Il tutto si è svolto sotto un sole infuocato, che ha reso particolarmente pesanti tutte le fasi dei lavori.
 
 Esercitazione del 2° raggruppamento di PC ANA a Luino Nei giorni 14-15/06/2008 nel Luinese si è svolta l’annuale esercitazione di protezione civile in diversi cantieri predisposti dalla sezione ANA di Luino.
L’unità sezionale ha partecipato con una buona rappresentanza di volontari ai lavori da effettuare in due cantieri.
I lavori sono stati completati secondo i piani ed entro i tempi stabiliti e non si sono verificati incidenti.
Alcune immagini possono meglio evidenziare l’entità dei lavori.
 
 Lavori a Bassano per l'adunata 2008 Una sparuta ma efficiente rappresentanza dell’unità sezionale di protezione civile domenica 4/5/08 era già sistemata presso la caserma Monte Grappa di Bassano per partecipare ai lavori di sistemazione di alcune aree (monte Crocetta, sponde del Brenta, un percorso pedonale, un percorso vita, vialetti al Castello, ecc.). Insieme ad altri volontari provenienti da sezioni ANA lombarde, emiliane e piemontesi i nostri volontari sono stati assegnati al cantiere di Monte Crocetta, il quale ha sostituito l’intera staccionata di circa m. 160, ripulito e sistemato il sottobosco dell’area.
Nei tempi previsti, nonostante la sosta forzata di lunedì, i lavori in agenda sono stati ultimati a regola d’arte e sabato nel primo pomeriggio, in presenza delle autorità locali e di alcuni consiglieri nazionali ANA guidati dal vicepresidente Valditara, ha assistito alla consegna dei lavori, con posa di targa a ricordo dell’intervento. Il sindaco ha espresso parole di meraviglia e di apprezzamento per il risultato ottenuto dai nostri volontari, che pur provenendo dall’intero 2° raggruppamento, hanno operato fianco a fianco creando un gruppo omogeneo e ben affiatato.
Lunedì pomeriggio, approfittando del tempo piovoso che non permetteva di lavorare, visita al sacrario del Monte Grappa, ricoperto da un dito di neve fresca ed immerso nella nebbia, che si è poi dissolta mostrandosi nella sua sacra monumentalità, con al centro a quota 1776 la gran Croce e la cappella con la “Madonna del Grappa” mutilata da una granata austriaca nel gennaio 1918. Nel tardo pomeriggio delle giornate successive, dopo la sessione di lavoro nel cantiere, si è approfittato per visitare gli angoli più belli della bella cittadina, non ancora affollata di alpini, che in circa 400.000 vi sono complessivamente affluiti per prendere parte alle diverse manifestazioni incluse nell’adunata degli alpini: venerdì l’arrivo della Bandiera di Guerra del 7° Reggimento Alpini alla presenza dei gonfaloni delle province di Vicenza, nonché di quasi tutti i comuni della provincia; alzabandiera e S. Messa al sacrario del Monte Grappa; sabato la S. Messa all’ossario cittadino; domenica l’imponente ed interminabile sfilata lungo un percorso di circa km 2.7 per le vie cittadine gremite di gente plaudente; ed infine svariati altri eventi tra i quali musei, diverse mostre sugli alpini, la loro storia e le guerre a cui hanno partecipato; esposizioni di materiale in dotazione alle Truppe Alpine nella “cittadella” e di un’aliquota dell’ospedale da campo dell’Associazione; concerti di cori e fanfare in tutta la città.
 
 Esercitazione di ricupero ambientale presso S. M. d. Grazie Sabato 1 e domenica 2 marzo 2008 i volontari dell’unità di PC sezionale sono intervenuti nell’area del Convento S. Maria delle Grazie in Monza per effettuarne il ricupero ambientale. In zona la sterpaglia si era impossessata di una vasta area sia del terreno pianeggiante che della collinetta, aveva invaso la quasi totalità della sponda sinistra del Lambro ed alcuni alberi erano diventati pericolanti, per cui occorreva eliminarli. La trentina di volontari ha tagliato alcuni alberi precedentemente identificati dall’incaricato dell’Ente Parco Valle del Lambro, piantumato una ventina di piante e riparato una parte rovinata del muro che delimita la proprietà verso il parco.
Il tutto è stato fatto tra sabato e domenica, in due giornate serene e la domenica persino assolata, durante le quali motoseghe e decespugliatori hanno cantato quasi ininterrottamente.
La ramaglia è stata bruciata sul posto, ponendo a vigilare su ogni fuoco un presidio di volontari che si sono preoccupati non solo di non farlo espandere, ma anche di non permettere che si spegnesse.
Il pasto è stato preparato e servito a fine lavori nei locali cortesemente prestati dall’AGESCI locale, a cui va la nostra gratitudine, evitando che nel refettorio messo a disposizione dai frati ci si sovrapponesse al gruppo di giovani che domenica erano loro ospiti .
Non si sono verificati incidenti, per cui è d’obbligo rivolgere ai volontari un plauso per il lavoro fatto con cura e capacità.
L’unità di protezione civile sezionale di Monza è sicuramente una piccola struttura, ma sul campo opera sempre con attenzione ed impegno, garantendo costantemente risultati più che soddisfacenti. Nelle immagini si possono verificare le condizioni del terreno prima e dopo l’intervento di ripristino.
Agli alpini che ritengono di avere un po’ di tempo disponibile ed entrerebbero volentieri in un nucleo di protezione civile diciamo pertanto: “Venite, avvicinatevi a questa unità, che tra l’altro fa parte di una struttura ben più ampia e possente, efficiente e riconosciuta a livello sia locale, che regionale e nazionale. La protezione civile dell’ANA infatti conta quasi 12.000 volontari che vengono impiegati su tutti i teatri in cui si verificano necessità. L’ambiente è quello che ben conosciamo per essere soci di questa Associazione, l’organizzazione è quella nota nelle nostre sezioni e nei nostri gruppi, le occasioni per dimostrare la nostra disponibilità ad intervenire a favore di chi è in stato di bisogno non mancano sicuramente. Infine possiamo garantire che ovunque abbiamo operato, la popolazione ci è stata non solo riconoscente, ma ha apprezzato in modo assai superiore alle attese il nostro lavoro ed il modo in cui l’abbiamo svolto”.
 
 Esercitazione a Caspoggio 7-9/09/2007 23 presenti, impegnati sabato 8/9/07 a Chiesa Valmalenco nel cantiere 5 con il compito di ricostruire un sentiero in località “Giovello” ove si notano ancora gli imbocchi delle antiche cave sotterranee di ardesia ormai abbandonate.
Si è trattato di un lavoro piuttosto pesante, che richiedeva innanzitutto di liberare l’area in cui lo si doveva tracciare dal pietrame, costituito dagli scarti della lavorazione delle piode, di ricuperare le pietre idonee a formare il muro a secco di contenimento ed infine, fase più delicata che richiede anche un minimo di esperienza (cosa che nessuno di noi ovviamente possiede) per poter ottenere un risultato accettabile.
Dopo i primi passi accanto ai volontari locali già esperi in materia è iniziato il lavoro vero e proprio sul tracciato che era stato indicato in precedenza sul terreno.
L’aria è frizzante, lo scenario che ci circonda è bellissimo e spicca su un cielo terso di un fantastico color cobalto su cui si stagliano le cime che circondano la valle e sul versante opposto occhieggia il giacimento attivo detto Sasso dei Corvi: sembra un paesaggio da favola.
Gli attrezzi utilizzati sono piuttosto scarni e comuni, le mani protette da guanti e le braccia, la vista per individuare le pietre adatte, le braccia per adagiarle su quelle già in loco.
Questo tran tran inizialmente è relativamente semplice, in quanto un minimo di sassi dalle pezzature utili non è difficile trovarlo, ma ben presto queste sono pressoché esaurite ed occorre quindi individuarle tra gli sfasciumi che ricoprono interamente il pendio su cui stiamo lavorando.
Subito dopo che l’occhio ha individuato ciò che si considera utile alla bisogna occorre però andarlo a prendere e portarlo sul sentiero e qui il tutto diventa un briciolo più delicato e pericoloso, poiché questi detriti sono scivolosi e gli strati sotto i quali la pietra si trova possono partire a slavina: non è del tutto banale restare in equilibrio, non solo, ma si deve anche prestare la dovuta attenzione per evitare di far scivolare una grossa parte di questo materiale verso valle, con il rischio di colpire i volontari che uno o due metri più in basso stanno sistemando le pietre sul muretto.
Man mano che passano i minuti e le ore aumenta la lunghezza del muro a secco ricostruito, ma le dita e le mani si indolenziscono, le braccia diventano pesanti, il sudore riga il volto di ciascuno, la polvere che si mescola alle pietre si insinua negli indumenti e non lascia libero un solo centimetro della pelle rimasta scoperta. Non che i guanti non si siano più e più volte riempiti di questa polvere … insieme a qualche piccolo sassolino.
Quando si lavora e lo si fa con un certo impegno, nonostante la fatica il tempo vola e presto giungono panini, frutta ed acqua per uno spuntino. Quindi facciamo sosta, gustiamo i panini, diamo un po’ di sollievo alla gola riarsa e riprendiamo il nostro compito, trattenendo una consistente riserva di acqua per dissetarci.
Ben presto, quasi non ce ne accorgiamo, è giunta l’ora del pranzo. Scendiamo poco sotto e troviamo la tavola apparecchiata ed il cibo pronto e buono. Pranziamo in totale allegria insieme al capo cantiere, al presidente dei cavatori della zona, inframezziano i bocconi con qualche battuta, ormai siamo tutti volontari, non importa la nostra provenienza. Al termine ritorniamo sui nostri passi e continuiamo l’opera iniziata in mattinata. Man mano che il tempo passa anche la vista si appanna un pochino, gli sfasciumi paiono un po’ più scivolosi, risulta più difficile individuare i sassi che possono essere utilizzati per alzare il muretto, le braccia pesano sempre più, ma il muretto attraversa ormai l’intero pendio su cui è tracciato il sentiero ed il gruppetto di volontari che si sono appostati più avanti hanno superato la curva e si trovano al di sopra della nostra posizione. E’ tardi ed abbiamo largamente superato il tratto di muretto che gli organizzatori avevano pensato che si potesse ricostruire, quindi lentamente terminiamo qualche ritocco, quindi riprendiamo la strada del ritorno, fermandoci ad osservare con calma l’imbocco di queste vecchie gallerie, nonché ciò che resta delle tettoie sotto le quali anni e anni fa i cavatori “sfogliavano” con mazza e cunei le pietre estratte all’interno della cava per poi venderle.
La giornata è filata via liscia ed il lavoro è compiuto con la soddisfazione generale: non è terminato perché materialmente impossibile, data la lunghezza del tracciato di questo sentiero che sale verso le posizioni più alte della cava. Si ritorna a Caspoggio per ripulirsi e continuare il programma predisposto dalla pressoché perfetta macchina organizzativa dell’ANA di Caspoggio: riunione dei capi cantiere e capi squadra, verifica dell’operato dei singoli cantieri sparsi su un territorio piuttosto ampio, che va da Spriana a Torre di S. Maria, Chiesa in Valmalenco e Lanzada. Tutti i capi cantiere si dichiarano più che soddisfatti, i capi squadra pure, i vertici della protezione civile nazionale sono presenti e godono del successo di questa esercitazione, la quale conclude un ciclo di manifestazioni che hanno degnamente ricordato il disastro di vent’anni fa con un’opera che resta nel tempo a perpetuare il dolore, i sacrifici ed i lutti che quell’alluvione aveva causato, ma anche la volontà e la determinazione con i quali i volontari di oggi continuano con un lavoro di prevenzione l’opera di soccorso messa in campo nel 1987 insieme a tanti giovani alpini di leva dell’allora 4° Corpo d’Armata Alpino.
I volti di tutti coloro che hanno operato durante questo sabato nei vari cantieri sono soddisfatti, sereni, sorridenti e si porteranno a casa questa soddisfazione che li ripaga delle fatiche fatte.
Tra costoro ci sono anche i 23 volontari della nostra unità di protezione civile sezionale, che hanno già manifestato la disponibilità a tornare in Valmalenco per continuare il ricupero di questo sentiero insieme agli amici delle sezioni ANA Valtellinese e Tirano guidate rispettivamente dai presidenti Leali e Rumo.
 
 Esercitazione Valtellina 2007 Il 28/07/1987 la montagna franò ed un mare di fango cancellò il paese di S. Antonio Morignone. Quell’alluvione costò la vita a 53 persone e causò 25.000 sfollati. Per ricordare l’evento, la Regione Lombardia in collaborazione col Dipartimento nazionale di Protezione civile e col contributo di Prefetture e Province ha promosso la più complessa esercitazione nazionale sull’arco alpino impegnando 1.600 volontari con mezzi di soccorso in 5 scenari d''emergenza per una simulazione tesa a verificare il funzionamento del sistema di sicurezza e sensibilizzare la popolazione sui rischi idrogeologici. Gli scenari d''emergenza nelle cinque province che subirono le conseguenze di quel tragico evento sono: Bergamo, Brescia, Lecco, Como, Sondrio, coinvolgendo 27 comuni ed oltre 100 tra istituzioni, enti, aziende e strutture operative impegnate. Nella provincia di Brescia: simulato dissesti idrogeologici nel bacino dell''Oglio; nella bergamasca (valle del Grembo): fronteggiare un''ipotetica esondazione del fiume ed una frana nel Comune di S. Giovanni Bianco; nel lecchese (Colico e Dorio) con una frana di mc 200.000, seguita dall''esondazione del torrente Perlino e del lago di Como; nel comasco (Gera Lario, Sorico, Domaso e Gravedona) per l''esondazione del lago e del fiume Mera; nella provincia di Sondrio: simulazione di una frana di mc 20-30 milioni sul torrente Ruinon, con sbarramento della valle del torrente Frodolfo e la formazione di un''onda di piena abbattutasi su Valfurva, Bormio e Valdisotto. Tutte le fasi dell’operazione sono state seguite in modo continuo dalla centrale operativa regionale in Milano. Questa enorme macchina organizzativa ha interessato le unità di “PC” di tutta la Lombardia, quindi anche quella della nostra sezione, parte integrante della colonna mobile regionale, è intervenuta mercoledì 18/7/07 mattino nella base logistica di Morbegno con 14 uomini sotto un sole da canicola. Gli ultimi nostri volontari hanno lasciato la base domenica 22 pomeriggio. Essi hanno innanzitutto contribuito a montare circa 70 tende “ministeriali”, nonché una tenda enorme gonfiabile; dal giorno successivo il bravissimo Pizzo, coadiuvato dalla Gesuina e da un volontario di Varese, ha gestito la cucina per l’intero periodo, preparando fino a 500 razioni e domenica mattina tutti abbiamo collaborato allo stivaggio in container delle tende ministeriali che altri volontari avevano smontato. Per completare la propria opera, nel pomeriggio di venerdì alcuni sono stati utilizzati per la posa in opera della “rosa camuna” (simbolo della regione Lombardia), formata da miriadi di sassi imbiancati, posati uno per uno su un tappeto verde situato al centro dell’accampamento. L''esercitazione si è conclusa domenica a Morbegno, con il raduno nazionale del volontariato di Protezione civile, che vi ha fatto confluire da tutta Italia circa 4.000 volontari. La partecipazione del nostro gruppetto di uomini ha avuto esito più che positivo, dimostrando la capacità di lavorare con calma, efficacia, professionalità, integrandosi bene con le altre componenti della protezione civile e non è stata offuscata da alcun inconveniente, salvo il rientro urgente di Sironi per motivi familiari.